IL CAMMINO DEI MONACI - Il tratto urbano da Milano a Nosedo

4,7 km a piedi o in bici per scoprire il primo tratto del Cammino dei Monaci senza uscire dalla città

  • Persorso pedonale o ciclabile
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Il tratto urbano da Milano a Nosedo

Il primo tratto del Cammino dei Monaci si svolge all’interno dell’area urbana e ripercorre alcuni dei luoghi più significativi dell’età romana.

L’itinerario prende le mosse dalla Basilica di San Lorenzo Maggiore nel centro di Milano, edificata tra la fine del IV e gli inizi del V secolo in una zona importante della città romana, in prossimità del circo e dell’anfiteatro.

Il percorso si snoda lungo corso di Porta Romana, che segnava l’uscita del decumano con andamento nord-est/sud-ovest, e prosegue in corso Lodi, tratto urbano dell’antica via Emilia, per arrivare a Nosedo.

Qui era già presente un insediamento in età tardoantica e l’esistenza di una comunità cristiana è attestata dal ritrovamento di un’iscrizione funeraria marmorea, assegnabile al 536 d.C., un sepolcreto medievale e resti dell’epoca romana (come attestato dalle recenti campagne di scavi archeologici), oggi conservati nella chiesa dei Santi Giacomo e Filippo.

Questo itinerario ciclo-pedonale è anche un itinerario spirituale che da uno dei più importanti centri religiosi della città si sposta alla periferia sud di Milano, a pochi passi da piazzale Corvetto, dove la comunità di consacrate dell’Associazione Nocetum svolgono da anni un ruolo di sentinelle, secondo un compito attribuitogli dallo stesso cardinale Carlo Maria Martini, in una posizione di confine tra città e campagna.

Nel centro di Milano, nella zona dell’attuale piazza della Vetra, ha origine anche la roggia Vettabbia, che già in epoca romana raccoglieva le acque cittadine del Seveso, del Nirone e dell’Olona, deviate verso la città, proseguendo poi in direzione sud-est fino alla confluenza nel Lambro, in prossimità del IX miglio della strada romana nei pressi di Melegnano.

Grazie alle numerose opere idrauliche, la roggia – o cavo – della Vettabbia era navigabile e consentiva il collegamento della città con il fiume Po e il mare Adriatico.