Parco della Vettabbia|zone a prato calpestabile e campi coltivati

Le aree boscate sono alternate a zone a prato calpestabile e a campi coltivati in cui è stata promossa però un tipo di agricoltura che segue i concetti di sostenibilità ambientale al fine di tutelare il territorio rurale circostante. Questa tipologia di attività agricola concorrere a mitigare gli effetti dell’urbanizzazione ed a migliorare lo stato paesaggistico-ambientale dell’agroecosistema con benefici generalizzati per la collettività.

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Le aree boscate sono alternate a zone a prato calpestabile e a campi coltivati in cui è stata promossa però un tipo di agricoltura che segue i concetti di sostenibilità ambientale al fine di tutelare il territorio rurale circostante.Questa tipologia di attività agricola concorrere a mitigare gli effetti dell’urbanizzazione ed a migliorare lo stato paesaggistico-ambientale dell’agroecosistema con benefici generalizzati per la collettività.
La produzione sostenibile può avvenire attraverso limitazione dell’uso di concimi e/o fitofarmaci di sintesi chimica (metodo dell’agricoltura integrata) o attraverso l’esclusione di questi (metodo dell’agricoltura biologica).
Con i metodi di produzione agricola sostenibili si hanno inoltre maggiori possibilità di elevazione degli standard qualitativi del prodotto.
Le tecniche di agricoltura biologica prevedono inoltre l’obbligo della rotazione delle colture e quindi una produzione diversificata che può essere finalizzata alla vendita diretta e alla trasformazione delle materie prime.Tutto questo porta a un aumento della complessità biologica dell’ecosistema “campo coltivato” sia in termini di varietà delle colture che in termini di varietà dell’agroecosistema.

Le colture presenti nell’area sono:

  • i cereali ( frumento, orzo,  avena, segale, miglio, sorgo, grano saraceno)
  • le leguminose (pisello, soia, cece, fava)
  • le piante aromatiche (lavanda, luppolo, menta, etc)
  • le piante da foraggio (erba medica., trifoglio diverse spp., ginestrino, loietto, etc)
  • le piante orticole (patate, aglio, cipolle, bietole, asparagi, cavoli, cicorie, indivie, lattughe, sedano, spinaci, finocchi, carote, angurie, meloni, zucche, zucchine, melanzane, peperoni, pomodori)
  • le piante  officinali
  • i piccoli frutti (more, ribes, fragole, lamponi)
  • le varietà di frutta antica e locali (mele, pere, pesche, ciliegie, susine, albicocche, vite, kaki, fichi, actinidia).

    (Testo Maddalena Tommasone | ambiente@nocetum.it; foto Emmanuel Mathez)