Basilica di Sant’Eustorgio - MILANO

In origine conteneva le reliquie dei Re Magi, poi trafugate da Federico Barbarossa. Dal 1227 divenne la principale sede dell'Ordine Domenicano a Milano. All'interno, la Cappella Brivio e la Cappella Portinari testimoniano la presenza dell’arte fiorentina a Milano.

  • Chiese Abbazie
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Fondata nel IV secolo e ricostruita nel XIX secolo, è una delle chiese più antiche del Milanese.

In origine conteneva le reliquie dei Re Magi che furono trafugate e portate a Colonia da Federico Barbarossa. Nel corso del XIII secolo assunse un ruolo importante: a partire dal 1227 divenne la principale sede dell'Ordine Domenicano a Milano. 

 

Il complesso architettonico della Basilica è assai articolato. L'interno è a tre navate.

Scavi ottocenteschi hanno rivelato l’esistenza di un più antico edificio di culto, la cui abside, unica testimonianza paleocristiana giunta fino a noi, è sotto il coro dell'attuale edificio.

 

La basilica ebbe grande rilievo nella vita religiosa della città, come provano la diffusione della leggenda di San Barnaba apostolo che avrebbe qui battezzato i primi cristiani, la sepoltura del vescovo Eugenio e la memoria delle reliquie dei re Magi, secondo la tradizione deposti in un sarcofago di donazione imperiale.

 

Nei secoli successivi alla fondazione furono aggiunte all'impianto romanico numerose cappelle, sul solo lato destro. 

Due sono le più conosciute: la Cappella Brivio, risalente al 1484, contiene un sepolcro rinascimentale e un trittico di Bergognone. La Cappella Portinari, costruita a partire dal 1462 e voluta da Pigello Portinari, testimonia la presenza dell’arte fiorentina a Milano. Al suo interno, le parti superiori delle pareti sono state affrescate dall'artista Vincenzo Foppa tra il 1466 e il 1468 e nel 1871 sono riapparsi gli affreschi, restaurati nel 1915. 

 

Nel 1999 sono avventuri alcuni interventi di restauro conservativo. Dal 2011, inoltre, la facciata e l’esterno delle cappelle gentilizie sono ravvivate dall’illuminazione permanente notturna, morbida e calda, che ne valorizza la bellezza architettonica e accende il nitore della decorazione in cotto.